18 Ottobre 2018
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14-04-2014 19:28 - news
Ad ogni inizio di anno sportivo ci sentiamo, giustamente, richiedere dalla classe arbitrale una sempre maggiore collaborazione nei confronti dei D.G. ed è giusto che sia così. E´ indubbio che l´inesperienza, la giovane età, il timore della direzione delle prime gare siano obbligatoriamente da tenere nella giusta considerazione e che quindi tutte le decisioni arbitrali, giuste o sbagliate che siano, vadano rispettate ed accettate a prescindere. La figura dell´arbitro è componente indispensabile nel nostro sport. Senza arbitro non si gioca.
Comunque sia queste decisioni dei vari D.G. si condensano a fine gara in un "referto arbitrale" che una volta giunto sul tavolo del G.S. di primo grado di giudizio si trasforma in provvedimenti disciplinari da questo stesso erogati. Questi provvedimenti disciplinari sono però appellabili da parte delle società sportive, per cui un G.S. di secondo grado di giudizio può sovvertire in toto o in parte il provvedimento adottato dal G.S. di primo grado. Sembrerebbe così un sistema perfetto, ma non è così o almeno non lo è in ogni caso.
Quando delle persone danno liberamente vita ad una società sportiva sotto l´egida FIGC LND esse accettano automaticamente e per intero un regolamento federale che norma e tutela contemporaneamente l´attività della società stessa e mi riferisco qui alle "carte federali" le quali conferiscono nel caso del "referto arbitrale" la caratteristica della terzietà e della fede privilegiata che quindi non può essere smentita che dall´arbitro stesso e per sua stessa ammissione.
Fatta questa premessa che serve per inquadrare l´argomento entriamo ora nei dettagli dei fatti accaduti:
Sabato 5.4.2014 si giuoca la partita S.Filippo-Luccasette valida per il Campionato Provinciale FIGC LND allievi B. Nel corso dell´incontro viene dal D.G. espulso il numero 10 del S.Filippo. Alla lettura del successivo C.U. del 10.4.2014 (giovedi) il provvedimento disciplinare di squalifica per 1 partita è adottato dal G.S. di Lucca nei confronti del tesserato Luccasette numero 10. Palese esempio di inversione di provvedimento disciplinare adottato per tesserato avente solito numero di maglia (10) ma ovviamente non il solito cognome del tesserato realmente espulso. Il provvedimento disciplinare (giusto) è adottato dal G.S. in coerenza al referto gara (sbagliato) inoltrato dal D.G.
In seguito a questo arrivano al Delegato Provinciale FIGC LND, Sig. Giorgio Merlini, due telefonate, una da parte del S. Filippo che comunica di non trovare traccia sul C.U. di provvedimenti disciplinari a carico del loro tesserato numero 10 (realmente espulso), e una da parte del Luccasette che comunica l´errore del D.G. consistente nell´inversione dei numeri 10 con conseguente squalifica del tesserato numero 10 non espulso. Il Delegato Provinciale richiede allora al Luccasette l´invio di un fax destinato all´attenzione del G.S. di Lucca comunicando l´errore arbitrale e chiedendo la riqualificazione sportiva per il tesserato numero 10 non espulso. Detta comunicazione viene inviata in data 10.4.2014 (giovedi) alle ore 15.21.
E qui inizia l´assurdo:
Il D.G. raggiunto telefonicamente da più persone abilitate a comunicare con la sua persona non ammette l´errore pertanto la notifica di squalifica rimane imputata al numero 10 sbagliato (non espulso) con il risultato che il sabato successivo entrambi i numeri 10 non prendono parte alle rispettive gare di campionato uno giustamente per espulsione diretta ed uno ingiustamente per conseguenza di errore arbitrale e quindi (in) GIUSTIZIA SPORTIVA E´ FATTA !!!!!!!
Quando le varie società sportive perfezionano le iscrizioni delle loro categorie ai vari campionati corrispondono una cifra alla Federazione di appartenenza questa cifra è comprensiva anche delle spese arbitrali. Con la corresponsione di detta cifra le società sportive acquisiscono il diritto di disputare quel numero di partite previsto per quel campionato per tutti quei tesserati che ne hanno diritto. In questo caso la mancanza di opportune tutele ha impedito ad un nostro tesserato di poter giocare la partita alla quale aveva diritto e per la quale la sua società aveva precedentemente pagato.
E´ evidente e chiaro di chi sia la responsabilità dell´accaduto. E la spiegazione del fatto è semplice, cruda e disarmante: il referto arbitrale ha fede privilegiata attribuita dalle carte federali per cui se il D.G. non ammette il proprio errore (in questo caso l´inversione dei numeri 10) il G.S. stesso si trova impossibilitato a procedere ad una riabilitazione sportiva. Nella fattispecie nessuno è riuscito a convincere del proprio errore il D.G. che, minimamente turbato dalle richieste di ravvedimento ricevute, non ha spostato di un solo millimetro il proprio convincimento condannando un ragazzo quindicenne a saltare una partita ufficiale senza alcuna responsabilità o colpa. Poco male penserà ora il D.G. in questione: il ragazzo è giovane, ne potrà giocare molte altre di partite.
In effetti, tralasciando volutamente gli effetti che questo episodio può avere sulla futura considerazione della classe arbitrale da parte di questo ragazzo, la domanda è: IL SISTEMA E´ GIUSTO ? E´ chiaro che in ambito civilistico di giustizia ordinaria (non sportiva) l´operato del D.G. avrebbe ricevuto sicura censura da parte del giudice civile, infatti in sede di processo civile le testimonianze delle numerose persone presenti alla partita in oggetto (e che quindi hanno assistito all´accaduto) peserebbero come macigni. Ma la giustizia sportiva è diversa: le testimonianze non contano. Per cui in questo caso per ottenere giustizia sportiva sarebbe stato necessario un ravvedimento da parte del D.G. che però, questa volta, non si è verificato. Questo significa, ampliando il concetto, che per i soliti motivi se invece dell´inversione del numero 10 si fosse verificata l´inversione del risultato sportivo di una ipotetica gara potrebbe verificarsi che magari una società sportiva potrebbe essere condannata ad una ingiusta retrocessione oppure un´altra società sportiva potrebbe vedersi attribuita l´ingiusta vittoria di un campionato.
Per quanto sopraesposto dico che il nostro sistema di giustizia sportiva è perfettibile e la mia personale opinione è che certe possibilità andrebbero riviste e valutate diversamente dal legislatore. Non è scusabile che oggi di fronte all´evidenza di un torto subito non si possa operare in modo da ristabilire la verità e la giustizia.

Dr. Germano Barsali (Presidente AC LUCCASETTE ASD)



P.S. Penso che a questo punto il lettore si chiederà perplesso: e che c´entrano i rubinetti?. Ve lo dico subito. Purtroppo quest´anno non solo ho dovuto assistere impotente "all´inversione dei numeri 10" ma anche ,sempre impotente, "all´inversione dei rubinetti".
Il fatto: In occasione di un incontro casalingo dei nostri giovanissimi regionali dopo il fine partita mi vedo arrivare il custode dell´impianto che mi informa della necessità del D.G. di conferire con un responsabile. Mi presento al D.G. e mi qualifico. L´arbitro in questione è un ragazzino di età pari o di poco superiore a quella dei ragazzi fino a poco prima in campo. Con espressione ironica dipinta sull´imberbe volto mi dice (testuali parole): Ma al Luccasette l´acqua calda è un´optional? Rispondo che nessuno delle due squadre (ragazzi e dirigenti) si è lamentato e che addirittura qualche calciatore è ancora sotto la doccia. La sua risposta è: Io ho fatto la doccia fredda!. Con calma e pazienza riconduco l´arbitro nel suo spogliatoio apro il rubinetto dell´acqua calda e un bel getto di acqua e vapore sgorga istantaneamente. A questo punto il D.G. constatata personalmente la temperatura dell´acqua mi dice: prima era fredda!. Con il dovuto rispetto per la figura e la categoria arbitrale ,per l´età del soggetto (potrebbe essere mio figlio o addirittura nipote), e per non mortificarlo ulteriormente invece di dire a chiare note che lui aveva aperto il rubinetto dell´acqua fredda gli ho teso una mano di aiuto dicendo: forse c´era una bolla d´aria, bastava farla scorrere un minuto per averla calda. E lui per tutta risposta mi dice: Guardi che io l´ho lasciata scorrere per dieci minuti ma è sempre rimasta fredda!. Mi ritengo una persona educata e ragionevole, almeno fino ad un certo punto (va bene che potresti essere mio figlio o nipote ma anche mio figlio se avesse un comportamento simile mi farebbe girare le p....., per la miseria se lasci il rubinetto aperto dell´acqua fredda la puoi far scorrere anche tutto il giorno ma calda non diventa mai) per cui termino le spiegazioni, chiudo il rubinetto dell´acqua (calda), invito l´arbitro ad informarsi dalle due squadre sulla temperatura dell´acqua di doccia ed educatamente lo saluto.
Sul successivo C.U. appare incredibilmente la sanzione di Euro 60/00 per " acqua fredda nello spogliatoio arbitrale". Piuttosto imbufalito mi reco dal Delegato Provinciale FIGC LND dove alla fine della discussione insieme conveniamo che sono cose da scusare, in quella fascia di età, che in effetti è uno sbaglio che può essere fatto trattandosi infatti di "INVERSIONE DI RUBINETTI". Il Delegato mi licenzia omaggiandomi quattro palloni da gara ripianando così il danno economico ingiustamente patito.
Il medesimo D.G., due settimane dopo, è ancora nostro ospite per una partita di campionato lo informo subito che nel caso di anomalia sulla temperatura dell´acqua voglio essere informato tempestivamente. La partita finisce, il D. G. lascia l´impianto, il giovedi successivo esce il C.U. e questa volta fortunatamente non si verifica nessuna " inversione di rubinetti". Meno male. Arrivederci a tutti.



Fonte: Presidente del Luccasette

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