15 Dicembre 2018
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04-04-2014 17:44 - IL SIMPATICO RACCONTO DELLA FINALE DEL RONTANI
Lucca 1.4.2014.
Disamina sportiva sulla vittoria della Coppa Provinciale di 3° Categoria. A cura del Dr. Germano Barsali presidente di A.C. LUCCASETTE A.S.D.
Improrogabili impegni di lavoro mi hanno impedito finora di scusarmi con il mio collega Presidente della Società Atletico Forte dei Marmi per la nostra fortunosa, improvvida ed inopportuna vittoria. Lo faccio oggi con colpevole ritardo, mi scusi Sig. Presidente! Voglio però precisare che nello sport come nella vita niente è frutto del caso quindi l´epilogo della Coppa ha una sua naturale e logica spiegazione, ed è questa:
Il nostro impianto sportivo si trova nelle vicinanze di una zona alluvionale (Ozzeri) esso è perennemente allagato estate e inverno, il terreno di giuoco è un pantano argilloso misto a cotani di fiume e ghiaione cementizio non certamente dei migliori per cui le nostre squadre sono abituate a terreni fortemente sconnessi e disastrati. Inoltre non dispone di illuminazione per cui gli allenamenti venivano condotti nel buio più completo (salvo che nelle notti di luna piena). Ma dall´inizio di questo campionato Il nostro D.S. ha brillantemente risolto il problema migliorando sensibilmente la qualità dell´allenamento serale acquistando a prezzo di realizzo una partita di elmetti da minatore dismessi da una miniera di Carbonia, essi sono dotati di un comodissimo portamoccolo frontale orientabile ciò consente lo svolgimento ottimale delle sedute di allenamento con sufficiente illuminazione ambiente e spendendo nel contempo pochissimo per l´acquisto delle necessarie candele. L´unico neo, se proprio si vuol trovare il classico pelo nell´uovo, è che il movimento degli atleti in allenamento spenge continuamente i moccoli (le candele) per cui preparazione atletica, schemi, situazioni tattiche e partitelle vengono necessariamente eseguite da fermo, e questo spiega anche la scarsa dinamicità che caratterizza le nostre rose. E´ chiaro come il sole quindi che la scelta decisionale del Palazzo di far giuocare la partita "nel campo di patate malamente illuminato di Bozzano" non abbia fatto altro che avvantaggiare la nostra squadra. E di questo ne sono pienamente cosciente.
Ma anche questi innegabili vantaggi nulla avrebbero potuto al fine della vittoria finale se il nostro bravo ed illuminato dirigente accompagnatore non avesse escogitato un piano la cui sagacia e lungimiranza tattica rimarranno indelebili per sempre negli annali della nostra Società e nel cuore di tutti i nostri tifosi. Ed ecco la precisa e puntuale cronistoria di come l´ingegno e l´arguzia umana unite ad una buona dose di sprezzo del pericolo abbiano potuto sovvertire l´infausto pronostico sportivo della vigilia:
Fidanzate e mogli dei nostri atleti (compresa quella del Mister) venivano furtivamente introdotte dal nostro dirigente accompagnatore nello spogliatoio dove, senza alcun imbarazzo perchè coscienti della posta in giuoco, si denudavano rimanendo in costume adamitico. All´ingresso della terna arbitrale per la chiama, le discinte signore catturavano immediatamente l´attenzione dei giovani e prestanti giudici di gara che rossi in volto, col fiato corto e con le "bandierine" alzate non si accorgevano, distratti dalle muliebri fattezze, che il nostro ardito capitano con fulminea e repentina mossa introduceva attraverso la valvola del pallone da gara una sorta di campanellino come quelli delle partite di calcetto per non vedenti, gettando in quel momento stesso le basi della nostra imminente vittoria. Infatti nell´oscurità più completa dello stadio Rontani i nostri giovani atleti, incuranti del terreno accidentato dalla recente sarchiatura delle patate e seguendo come segugi lo scampanellio proveniente dal pallone in movimento che ne rivelava la posizione, mettevano da subito ed in enorme difficoltà la quotatissima compagine avversaria gonfiando per ben tre volte la rete nemica, e solo verso il termine della gara la squadra di casa riusciva a spingere il pallone un´unica volta nella nostra porta e questo a causa del nostro portiere che purtroppo poverino è sordo e pertanto non poteva sentire l´avvicinarsi del pallone. Al triplice fischio esplodeva l´entusiasmo generale di giocatori, panchine, tribuna, Autorità presenti , Direttori di Gara e Assistenti e nell´oscurità più assoluta sembrava che avessero vinto tutti: baci, canti, balli e abbracci in campo ed in tribuna in un tripudio collettivo condito però da qualche bestemmia proveniente da chi, improvvisando una corsa festaiola verso la tribuna e non calcolando i profondi solchi della provvidenziale, per noi, sarchiatura, si procurava contusioni, distorsioni ed ecchimosi come referteranno nottetempo i locali prontosoccorso. Dopo una lunga e paziente ricerca dell´uscita dall´impianto sportivo risoltasi in appena due ore, per il solerte e provvidenziale intervento di una squadra di Vigili del Fuoco muniti di potenti impianti di illuminazione di emergenza a batteria, abbiamo finalmente terminato la serata di gloria con libagioni e festeggiamenti fino a notte fonda. VITTORIA! VITTORIA! VITTORIA!.
Esaurisco infine questa mia volutamente scherzosa ed irriverente analisi con i dovuti ringraziamenti a tutti quanti hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo sportivo: il D.S., il Mister (e moglie), tutti i Dirigenti, ma sopratutto: GRAZIE RAGAZZI! (e ragazze)!!!!!!!


Dr. Germano Barsali

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